La Venere di Thorvaldsen svela una nuova Roma: dai depositi al cuore della città

La Venere di Thorvaldsen svela una nuova Roma: dai depositi al cuore della cittàStrinati, Baglione, Federalberghi e LoveItaly protagonisti dell’inaugurazione all’Hotel Nord Nuova Roma. La “Venere vincitrice” diventa il simbolo di un nuovo modo di avvicinare il pubblico all’arte.
ROMA – Non più nascosta in un deposito, ma protagonista in uno dei luoghi attraversati ogni giorno da romani e turisti. La “Venere vincitrice” di Bertel Thorvaldsen ha ufficialmente iniziato la sua nuova vita nel foyer dell’Hotel Nord Nuova Roma, dove resterà esposta fino al 22 luglio 2027.
L’inaugurazione ha trasformato la presentazione dell’opera in un’occasione per discutere del rapporto tra patrimonio culturale, musei e città.
A indicare la direzione è stato Claudio Strinati, intervenuto durante l’evento con una riflessione destinata a diventare quasi il manifesto dell’iniziativa.
«Il museo non è l’unica casa per un’opera d’arte», ha sottolineato Strinati, spiegando come stia prendendo sempre più forza l’idea che le opere conservate nei depositi possano essere mostrate, nel rispetto delle necessarie garanzie, anche in luoghi molto frequentati.
Ed è proprio questo il principio alla base di “Arte Fuori dal Museo”, progetto promosso da LoveItaly con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e Federalberghi Lazio.
La Venere di Thorvaldsen, modello in gesso alto 162 centimetri realizzato intorno al 1813, appartiene alle collezioni dell’Accademia Nazionale di San Luca ed era rimasta per anni lontana dagli occhi del grande pubblico.
Durante la presentazione è intervenuta anche l’etruscologa Maria Paola Baglione, soffermandosi sul legame tra il mondo antico e la produzione neoclassica.
«È giusto che venga meglio compresa la relazione tra l’arte antica e quella neoclassica, spesso sottovalutata», ha osservato Baglione.
Ma quella inaugurata a Roma non vuole essere un’esperienza isolata.
Gianluca Di Gaetano, direttore di Federalberghi Roma, ha parlato di «un progetto che è solo all’inizio e che darà tante soddisfazioni», chiedendo alle istituzioni di individuare strumenti che possano permettere prestiti delle opere anche superiori a un anno.
Il futuro di “Arte Fuori dal Museo” sembra infatti già delineato. Tracy Roberts, vicepresidente di LoveItaly, ha anticipato che altri dieci importanti alberghi romani sono pronti ad accogliere opere provenienti dai depositi.
Tra le prossime tappe figurano l’Hotel Locarno, destinato ad accogliere reperti del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, e l’Hotel Raffaello, dove dovrebbero arrivare altre opere dell’Accademia di San Luca.
Dietro il ritorno della Venere davanti al pubblico c’è anche un importante lavoro di conservazione. Il restauro è stato realizzato da Cecilia Balzi e Rebecca Picca Orlandi, con la supervisione di Fabio Porzio e sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma.
Fondamentale anche il sostegno della famiglia Bettoja, che ha contribuito all’operazione e aveva già creduto nel progetto ospitando all’Hotel Mediterraneo la Dea Roma Virtus proveniente dal Museo Nazionale Romano.
La Venere resterà all’Hotel Nord Nuova Roma per quasi dieci mesi. Ma il significato dell’iniziativa va oltre una singola esposizione.
Roma possiede migliaia di opere che, per ragioni di spazio e conservazione, rimangono lontane dallo sguardo del pubblico. “Arte Fuori dal Museo” prova a rovesciare questa prospettiva: non aspettare soltanto che siano le persone ad andare verso l’arte, ma portare l’arte nei luoghi frequentati dalle persone.
E la Venere di Thorvaldsen, uscita finalmente dai depositi, è diventata uno dei simboli più affascinanti di questa nuova sfida culturale.
Massimiliano Spinella